| La piccola mano, bruciata e rugosa |
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In seguito ai numerosi episodi di feroce violenza, verificatisi in Tanzania nel corso del 2009, molti bambini albini vivono in rifugi isolati o in scuole per bambini non vedenti, sotto la protezione del governo Tanzaniano. La loro pelle è scottata dal sole. Hanno i capelli rasati per poter curare meglio le loro ferite eritematose. Fare una doccia per loro è un lusso. Il numero dei pasti giornalieri è un’ incertezza, giorno dopo giorno; dipende dal “numero” delle donazioni. I vestiti sono sempre gli stessi. Non hanno ricambi. La scuola è circondata da alte mura, a guardia delle quali c’è un poliziotto, armato di un fucile semiautomatico, che, vedendomi uscire dal cancello, insospettito, mi ha puntato il fucile contro. Le risa dei bimbi gli hanno fatto capire che ero una presenza amica. In questa scuola, come in altre, c’è tanta povertà e poca assistenza sanitaria - il personale presente fa quello che può, quello che è nelle proprie forze -. C’è però la possibilità di sopravvivere alla morte o allo smembramento, un filo di serenità e la possibilità di imparare a leggere e a scrivere.Ironicamente, proprio la persecuzione degli albini e la loro concentrazione nelle scuole, ha portato a un rapido aumento dell’alfabetizzazione tra gli albini.
Liron Shimoni Rassegna stampa: |
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