| Bionda testa forestiera |
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"L’isola di Arturo " - pp. 29-30-. Elsa Morante. Edizione Einaudi
Lui avanzava risoluto, come una vela nel vento, con la sua bionda testa forestiera. […]La prima ragione della sua supremazia su tutti gli altri stava nella sua differenza, che era il suo più bel mistero. . Egli era diverso da tutti gli uomini di Procida, come dire da tutta la gente che io conoscevo al mondo, e anche (o amarezza), da me. Anzitutto, egli primeggiava fra gli isolani per la sua statura, (ma questa sua altezza si rivelava solo al paragone, vedendo lui vicino ad altri. Quando stava solo, isolato, appariva quasi piccolo, tanto le sue proporzioni erano graziose). Oltre alla statura, poi, lo distinguevano dagli altri i suoi colori: era chiaro come le perle. E io vedevo in ciò quasi il segno di una stirpe non terrestre: come s’egli fosse fratello del sole e della luna. I suoi capelli, morbidi e lisci, erano di un colore biondo opaco, che si accendeva, a certe luci, di riflessi preziosi; e sulla nuca, dov’erano più corti, quasi rasi, erano proprio d’oro.. Infine, i suoi occhi, erano di un turchino-violaceo, che somigliava al colore di certi specchi di mare intorbidati dalle nuvole. Per saperne di più: |
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