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Alba Lapilla

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Perché, spesso, si tende a nascondere la propria condizione di ipovisione?

 

Ciascuna persona può provare una sua motivazione preponderante, una paura o  un'altra emozione specifica, che prevale quando si relaziona con la propria ipovisione, nei confronti delle altre persone e dei diversi contesti.Sicuramente tutti noi ci comportiamo secondo quello che abbiamo appreso, ed evidentemente, se abbiamo bisogno di nascondere qualcosa, forse  è perché in qualche modo crediamo che sia troppo pericoloso mostrarla. La verità di questa credenza è però tutta da dimostrare, giacché  i vantaggi che una persona ipovedente può avere  nel nascondere la propria ipovisione, potrebbero essere  molto inferiori rispetto a tutti gli svantaggi derivanti dalla fatica, dai  fraintendimenti, dalle frustrazioni e dalla sensazione pervasiva di essere quello sbagliato nel posto sbagliato, con le persone sbagliate. Quindi ciascuno può valutare quanto e se davvero nascondere la propria ipovisione non sia in realtà più portatore di problemi oggettivi e psicologici , che risolutore di questi ultimi.In ogni caso, è senz'altro comune   per una persona ipovedente tentare di nascondere, o  provare un sentimento di vergogna e timore nel mostrare la propria condizione visiva.  Questo, anche considerando che spesso tutti noi subiamo la richiesta implicita di dimostrare la nostra adeguatezza e omologazione rispetto ad una certa presunta normalità.  L’ipovisione non determina soltanto una diversità ma,  a volte , una certa difficoltà nel realizzare alcune cose . Quindi mostrarla significa anche accettare di  mostrare  una  imperfezione. L’ipovisione , essendo una condizione che comporta capacità e necessità differenti nei vari contesti della vita ed in vari momenti, costringe a comportamenti che dall'esterno potrebbero sembrare contraddittori. In altre parole,   la persona ipovedente potrebbe sperimentare frequentemente la difficoltà a far comprendere la variabilità e la complessità di alcune esigenze.Ma non è affatto detto che in tutti i contesti questo debba essere necessariamente pericoloso, e che la reazione altrui debba consistere per forza in denigrazione, svalutazione o derisione. Spesso le altre persone reagiscono più con sorpresa e disorientamento, rispetto ad una condizione che non conoscono, che con senso di disprezzo. A volte noi, aspettandoci e temendo  una certa reazione negativa, ci comportiamo verso il prossimo in modo tale da non metterlo nelle migliori condizioni di reagire. Valutiamo quindi la sua reazione, come una conferma della credenza, non sempre reale, che abbiamo come unica possibilità alternativa, quella di nascondere la nostra ipovisione.Quindi  alcuni atteggiamenti appresi dagli altri, e i sentimenti e atteggiamenti che la persona ipovedente nutre verso se stessa  sono parte della difficoltà a mostrare realmente la propria condizione. 

 

 
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